9
novembre

Le buone pratiche di Operation and Maintenance



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La gestione, secondo queste linee, per le società Enerray e Agripower preserva il valore degli impianti, ma rappresenta anche un trampolino verso le sfide del futuro prossimo, come grid-parity, storage, demande-response, digitalizzazione, economia circolare.

Lo studio e la ricerca sono molto più veloci di quanto siamo in grado di metabolizzare. Capita così che quanto crediamo sia solo futuristico non si discosti molto dalla realtà presente. La rincorsa al futuro non risparmia il mercato energetico che, al contrario, anche in Italia sta cambiando velocemente. Lo spiega Pasquale Stumpo, Director of Sales and Business Development della Seci Energia, azienda del Gruppo Industriale Maccaferri. «Efficienza energetica, grid parity, storage, meccanismi di demand-response, smart grid, digitalizzazione, non sono più concetti teorici – spiega Stumpo − ma obiettivi concreti da attuare nel breve e medio termine, per supportare una sempre maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili, garantendo al contempo l’adeguatezza della rete e la stabilità del sistema. In questo contesto di transizione, diventa indispensabile per l’operatore Operation & Maintenance (O&M) fornire servizi sempre più evoluti e customizzati, nonché proporre soluzioni tecniche che possano allungare la vita utile degli impianti oltre il termine degli incentivi. Penso a interventi di revamping o repowering, integrazione di storage per erogare servizi alla rete, switch dal biogas per produzione di energia elettrica al biometano per autotrazione. E la lista potrebbe essere ben più lunga».

Il Gruppo Maccaferri è attivo nel settore energia dalla metà degli anni Novanta, sia nella realizzazione che nella gestione di impianti di generazione di varie tipologie. «Dal termoelettrico cogenerativo di grande taglia al fotovoltaico – precisa Stumpo −, dal biogas alle biomasse legnose, dall’eolico al geotermico, dal solare termodinamico al recupero energetico. Le attività di sviluppo e costruzione di nuovi impianti, nei Paesi in cui siamo presenti, seguono la variabilità dei cicli economici e delle dinamiche di crescita locali. In Italia, con il ristagno economico degli ultimi anni e il calo della domanda, sono diminuite notevolmente le nuove installazioni di impianti di generazione, mentre è aumentata la richiesta di servizi di O&M, atti ad aumentare l’efficienza e la produttività degli impianti esistenti. Il Gruppo Maccaferri è presente nell’O&M con due operatori di riferimento nei rispettivi mercati: Enerray, che gestisce circa 800 MWp di impianti fotovoltaici e Agripower, che fornisce servizi a 70 impianti a biogas. Il settore è caratterizzato da contratti pluriennali piuttosto stabili (la solidità dell’operatore e il mantenimento delle performance nel lungo termine sono condizioni indispensabili per il finanziamento degli impianti energetici) e nel 2017 ha portato a un fatturato complessivo per le nostre due società di O&M di 27,446 milioni di euro, in costante crescita grazie alle continue nuove acquisizioni».

Tra gli elementi più importanti del Gruppo, Stumpo ne individua tre fondamentali. «Il primo è l’appartenenza delle nostre aziende a un gruppo industriale che ha 140 anni di storia e che sa come gestire gli impianti al meglio, perché, prima di gestirli, li progetta, li autorizza e li realizza in tutto il mondo. Il secondo consiste nella presenza capillare sul territorio in
tutte le regioni italiane. Ciò è importante per i tempi di intervento, il contenimento dei costi e soprattutto il rapporto diretto che instauriamo con tutti i clienti. Infine, la capacità di aggregazione: in virtù dell’elevato numero di clienti di Enerray e Agripower, siamo in grado di recepire le istanze e le proposte provenienti dai settori del Ftv e del biogas, e di veicolarle con una certa massa critica nelle sedi istituzionali, presso le associazioni o durante eventi di grande visibilità come Ecomondo».

Il direttore, poi, prova a riassumere l’evoluzione delle esigenze nell’ultimo periodo. «Ovviamente la prima richiesta del cliente è che l’impianto produca al massimo con i minimi costi e il più a lungo possibile – premette Stumpo −. In termini tecnici si tratta di massimizzare l’efficienza e la disponibilità dell’impianto e questo vale sia nel contesto attuale, in cui l’energia da fonte rinnovabile viene ancora per lo più incentivata, sia in un’ottica di mercato futura, anche se ormai prossima, quando a maggior ragione l’impianto dovrà rendere al meglio (non avendo più il supporto di tariffe dedicate). I nostri clienti, grazie anche all’interlocuzione continua con gli esperti di Agripower ed Enerray, seguono con interesse gli sviluppi del mercato e le possibili ricadute sui loro impianti».

Riguardo al prossimo futuro «nell’O&M fotovoltaico – conclude Stumpo − si stanno diffondendo sempre più tecniche di monitoraggio e ispezione che si avvalgono di droni, che rendono più efficaci gli interventi, soprattutto sulle grandi estensioni. Sicuramente, con l’avvento della grid parity e l’integrazione con sistemi di storage, saranno importanti logiche per il controllo in remoto dell’impianto e l’ottimizzazione delle fasi di accumulo/autoconsumo/cessione alla rete. Per quanto riguarda il settore di Agripower la vera evoluzione tecnologica sarà rappresentata dalla ottimizzazione dei processi per la produzione del biometano: purificazione, liquefazione, distribuzione, trattamento digestato».

 

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