3
maggio

L’autoconsumo da fotovoltaico e i meccanismi di vendita dell’energia elettrica



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L’autoconsumo di energia elettrica da un impianto fotovoltaico è una delle migliori soluzioni per abbattere i costi della bolletta energetica e nel caso di aziende energivore l’investimento diventa molto remunerativo.

Le componenti applicate in bolletta, in generale, hanno una struttura che può essere definita «trinomia», in quanto si ha:

  • una quota variabile espressa in centesimi di €/kWh; proporzionale pertanto all’energia assorbita dalla rete

  • una quota potenza espressa in centesimi di €/kW per anno. Il riferimento sarà la potenza contrattualmente impegnata ove consentito o, per tutti gli altri casi, il valore massimo della potenza prelevata nel mese

  • una quota fissa espressa in centesimi di euro per punto di prelievo per anno – €/pdp per anno.

componenti-bolletta-energia-elettrica

Le voci proporzionali al consumo da rete sono quelle preponderanti nella composizione della bolletta, anche se le voci proporzionali alla potenza impegnata di picco stanno iniziando ad assumere rilevanza sempre maggiore.

L’introduzione di un impianto fotovoltaico in autoconsumo su uno stabilimento ha 2 principali impatti sulla curva di consumo da rete:

  • riduzione più o meno significativa dell’energia prelevata da rete e pertanto delle voci di spesa che incidono per oltre il 75% delle componenti della bolletta

  • riduzione più o meno significativa dei picchi di potenza di assorbimento da rete. Tale effetto, detto di «peak shaving», è presente soprattutto quando il prelievo originario delle utenze è concentrato nelle fasi centrali della giornata (picco di produzione FTV).

Ne deriva che, in un assetto di autoproduzione, l’efficienza massima per il consumatore si avrà andando ad agire sia sul termine relativo al consumo, riducendo l’energia prelevata dalla rete, che sulla limitazione della potenza massima prelevata, riducendo i picchi di potenza che si hanno nelle fasi di massima produzione.

Esempi

Si riportano di seguito alcune simulazioni effettuate per clienti non domestici.

Caso 1

Consumo 5/7, h 24/24 – Azienda del Food&Bevarage

Impianto FV da 500 kW installato in zona Nord Italia

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risparmio-autoconsumo-caso-1

Aumentando la potenza a 1.000 kW oppure per installazioni effettuate in Sud Italia la percentuale di risparmio dovuta all’autoconsumo aumenta fino a valori del 14-16%.

Caso 2

Consumo 7/7, h 24/24 – Logistica del freddo

Impianto FV da 500 kW installato in zona Nord Italia

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risparmio-autoconsumo-caso-2

Aumentando la potenza a 1.000 kW oppure per installazioni effettuate in Sud Italia la percentuale di risparmio dovuta all’autoconsumo aumenta fino a valori del 10-12%.

Caso 3

Consumo 5/7, h 12/24 – Azienda Metalmeccanica

Impianto FV da 500 kW installato in zona Nord Italia

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Aumentando la potenza a 1.000 kW oppure per installazioni effettuate in Sud Italia la percentuale di risparmio dovuta all’autoconsumo aumenta fino a valori del 15-20%.

In generale incrementando la potenza dell’impianto rispetto ai valori indicati nella simulazione si hanno comunque vantaggi in termini di investimento e l’unico fattore limitante rimane lo spazio disponibile della copertura, dato che la potenza è proporzionale al numero di moduli fotovoltaici installati.

Meccanismi di vendita dell’energia

L’energia che non viene autoconsumata istantaneamente, a meno che non si installino appositi sistemi di accumulo, viene ceduta in rete e remunerata attraverso le regole del mercato elettrico.

Ritiro Dedicato (RID)

Il RID rappresenta una modalità semplificata a disposizione dei produttori per il collocamento sul mercato dell’energia elettrica immessa in rete. Essa consiste nella cessione al GSE dell’energia elettrica e sostituisce anche ogni altro adempimento contrattuale relativo all’accesso ai servizi di dispacciamento e di trasporto. Sono ammessi al regime di RID gli impianti di potenza inferiore a 10 MVA o di potenza qualsiasi se alimentati da energia solare, eolica, maremotrice, del moto ondoso, geotermica, idraulica limitatamente alle unità ad acqua fluente o da altre fonti rinnovabili se nelle titolarità di un autoproduttore.

Scambio sul Posto (SSP)

Lo SSP consente la compensazione economica tra il valore associato all’energia elettrica immessa in rete e il valore associato all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione. A tale regime di commercializzazione dell’energia elettrica possono accedere gli impianti di potenza fino a 500 kW alimentati da fonti rinnovabili (per gli impianti entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2014 il limite di potenza è 200 kW).

Vendita diretta sul mercato elettrico

Qualificandosi come “Utenti del Dispacciamento e Operatori di Mercato” è possibile vendere l’energia prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili attraverso operazioni di trading, acquisto/vendita, sfruttando le diverse fasi del mercato intraday e MSD. Per i piccoli produttori di energia con un singolo oppure con pochi impianti fotovoltaici l’operazione non conviene, ma è possibile affidarsi a società specializzate nella vendita e nel trading di energia.

 


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